Vado a vivere da solo? Non a Milano.
vabbeh, sabato vado a vedere ’sto appartamento.
Monolocale 30 mq con 35 mq di terrazzo.
All’appuntamento trovo un ustionato dentro una camicia hawaiana.
Sorride con denti troppo bianchi per essere intonati con la camicia.
Salgo all’ottavo piano per vedere l’appartamento.
Lui arriva dopo perche’ in ascensore ci sta una persona alla volta.
Mi da le istruzioni: “Scendi al sesto piano e poi prendi la prima scala a destra e fai ancora due piani.”
E cosi’ sia.
Arrivo.
Suono.
La porta si apre su una branda da camerata.
Dietro ad essa i soliti 4 fuochi dell’angolo cottura.
E’ una mansarda il cui tetto ha una inclinazione di 45 gradi.
Dei 30 mq, 15 sono calpestabili, 10 carponabili e i restanti 5 sono strisciabili.
Ometto la descrizione della donzella in tuta smunta che abitava il monolocale.
Lei e’ solo una vittima.
Nel frattempo arriva anche il proprietario.
Fa il suo ingresso trionfale nell’atrio del monolocale urlandone le infinite qualità.
Mi cinguetta la descrizione del bagno, ricavato scavando i muri in prossimità di un angolo, e si sofferma appena sul fatto che non c’e’
il bidè… ma che comunque questo non comporta un problema.
Poi ci spostiamo sul terrazzo di 35mq che, all’esame del mio personalissimo senso della vista, si rivela un balcone 4 metri per 1.
Lui sostiene che ci si mangia comodi in due.
D’istinto, non posso astenermi dal disquisire lungamente sulla natura intimamente soggettiva del concetto di comodità prima di fargli notare che, quel che è comodo per un fachiro, non lo è per me.
Lui non coglie e mi invita a seguirlo “di là”, nella parte carponabile del monolocale.
Si spinge oltre e arriva nella parte strisciabile.
Apre una porta alta un metro.
Ci si infila dentro a carponi e mi invita nuovamente a seguirlo.
Iddio lo seguo!
A quattro zampe arriviamo in fondo a quel cunicolo lungo due metri e alto uno.
Mi mostra orgoglioso una lavatrice incastonata nel muro.
Sempre a quattro zampe, ruota la testa verso di me e mi dice: “Non immagina la comodità di avere un ripostiglio in un monolocale”.
“Ma vaffanculo…” e dopo cio’ inizio le manovre per uscire dal cunicolo.
E’ tempo di cercare lavoro all’estero