Domenica

Natale al paesello.

Archiviato in: Uomo di mondo — Raton @ [05012~18:02]

Che bello quando sono a casa tra fantasmi di risaie e zanzare imperiture.
E’ tutto piu’ ridente: anche la nebbia sorride senza carie.
I sensi di colpa delle abbuffate natalizie sono leggeri.
Screzi folkloristici e vaffanculo terapeutici mi colmano la giornata di sorrisi e fraterne pacche sulle spalle.
“Sei tornato, eh?”.
“Pare.”

Ci si informa sulla piega che han preso le rispettive vite e sulle vie prese dai rispettivi capelli.
“Lo prendi sempre in culo?”
“Solo dopo i pasti. Ho sentito che sei stato in Brasile”
“Si sono tornato ieri”
“Ed i capelli?”
“Cosa?”
“Tornano?”

Segue poi uno ’sturm’ di superalcolici, bevuti con molto ‘drang’ , accompagnati da sani cristoni natalizi da spizziccare sorridendo.
Bestemmie da posare sul tavolo, al momento buono, come se fossero la briscola piu’ alta.
“Cosa beviamo?”
“La bottiglia piu’ a destra.”
Sorride e si volta verso il bancone per ordinarla.
Il giro dispari e’ sempre suo ed i giri non pareggiano mai.
Dovro’ tornare, ancora, per sdebitarmi.